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Il primo trattamento che ho fatto non è stato quello che mi ha cambiato la vita.

Mi sono avvicinata alla medicina estetica dopo molti anni trascorsi come odontoiatra.

Avevo 48 anni. È un’età particolare. Cominci a guardarti allo specchio con occhi diversi. Non perché all’improvviso ti senti vecchia, ma perché inizi a vedere i primi segni del tempo e ti chiedi come sarà il tuo viso negli anni a venire.

Ricordo perfettamente il mio primo trattamento: il botulino sulla fronte.

Avevo rughe molto marcate, ma non erano nate per caso. Erano il risultato di una miopia importante che mi aveva accompagnata per tanti anni. Strizzavo continuamente gli occhi per mettere a fuoco il mondo.

E pensare che il primo laser della mia vita non l’ho fatto per il viso.

L’ho fatto agli occhi.

Ricordo ancora l’emozione di quando mi sono tolta quegli occhiali con lenti spesse che avevano accompagnato gran parte della mia vita. Non era solo una questione estetica. Era come scoprire un volto nuovo. Era come vedere me stessa per la prima volta senza quel filtro.

Ma quelle rughe sulla fronte erano rimaste.

Fu così che mi avvicinai a questo mondo.

Con il tempo mi accorsi che sapere di poter accompagnare il naturale passare degli anni con equilibrio mi trasmetteva serenità. Non ho mai desiderato fermare il tempo. Ho semplicemente trovato rassicurante sapere che avrei potuto prendermi cura di me, senza stravolgermi.

Poi, però, la vita mi ha insegnato qualcosa che nessun trattamento avrebbe potuto insegnarmi.

Nel frattempo sono arrivati dolori, cambiamenti, delusioni, paure, perdite. Esperienze che non avrei scelto, ma che mi hanno costretta a guardarmi dentro.

Ed è stato proprio lì che ho capito una cosa.

L’invecchiamento non riguarda soltanto il volto.

Esiste anche un modo di invecchiare dentro di noi.

Se trascuriamo quella parte, possiamo fare tutto ciò che vogliamo per il nostro aspetto, ma ci sarà sempre qualcosa che gli altri riusciranno a cogliere nei nostri occhi.

Oggi continuo ad amare profondamente il mio lavoro e credo nel valore della medicina estetica. Mi aiuta, come donna, a vivere con serenità il passare del tempo.

Ma so anche che la bellezza più autentica nasce quando impariamo a prenderci cura della nostra interiorità con la stessa attenzione con cui ci prendiamo cura del nostro viso.

Perché fuori e dentro non sono mai stati separati.

Siamo noi, nella nostra interezza.