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NESSUNO PUÒ SALVARTI. E QUESTA È UNA BELLISSIMA NOTIZIA

Viviamo in un’epoca in cui siamo circondati da persone che ci promettono soluzioni.

C’è chi promette la felicità, chi il successo, chi l’amore perfetto, chi la guarigione interiore. Coach, terapeuti, formatori, insegnanti spirituali, guru e professionisti di ogni tipo.
Molti di loro sono persone serie e preparate. Altri meno.

Ma esiste una verità che vale per tutti.
Nessuno può risolvere la tua vita al posto tuo. Può sembrare una frase dura, ma in realtà è una delle più liberatorie che abbia imparato nel mio percorso.

Per anni ho pensato che da qualche parte esistesse qualcuno in possesso della risposta giusta. Qualcuno che sapesse indicarmi la strada perfetta, eliminare le mie paure, guarire le mie ferite e restituirmi la serenità.

Poi la vita mi ha insegnato qualcosa di diverso.

Ho incontrato persone che mi hanno aiutata , terapeuti che mi hanno sostenuta, insegnanti che mi hanno aperto nuove prospettive. Alcuni hanno lasciato un segno importante nel mio cammino.
Ma nessuno ha fatto il lavoro al posto mio.

Le mie paure ho dovuto attraversarle io.
I miei dolori ho dovuto sentirli io.
Le mie scelte ho dovuto prenderle io.

Ed è proprio qui che nasce il vero cambiamento .
Un bravo professionista non ti salva.
Ti accompagna.
Non ti da’ una nuova vita.
Ti aiuta a vedere più chiaramente la tua.
Non ti consegna una verità.
Ti aiuta a trovare la tua.
Questo vale per la psicologia, per la crescita personale, per la spiritualità e persino per la medicina.
Come medico posso mettere a disposizione competenze, strumenti, trattamenti e conoscenze.
Posso accompagnare una persona verso una maggiore consapevolezza del proprio corpo e del proprio benessere.
Ma non posso vivere al posto suo.
Non posso fare le sue scelte.
Non posso obbligarla ad ascoltarsi.

La responsabilità della trasformazione appartiene sempre alla persona stessa.
Forse è proprio questo il significato più autentico della crescita interiore.
Non cercare qualcuno che ci salvi.
Cercare qualcuno che sappia camminare accanto a noi mentre impariamo a salvare noi stessi.

E’ un po’ come quando un bambino impara ad andare in bicicletta senza rotelle. Accanto a lui c’è un adulto che lo incoraggia, gli corre vicino, magari per un tratto tiene la sella per aiutarlo a trovare sicurezza. Ma non è l’adulto a pedalare.
È il bambino che deve trovare il proprio equilibrio.
E’ lui che, a un certo punto, scopre di poter andare avanti con le proprie forze.

E’ importante ricordarsi che il cambiamento non arriva dall’esterno.
Arriva nel momento in cui smettiamo di aspettare che qualcuno o qualcosa ci risolva la vita e iniziamo a prendercene cura in prima persona.

E’ lì che inizia il viaggio.
Ed è lì che nasce la vera libertà.